Il Blog di Paolo Della Bianca

UFO: una serie culto anni ’70

La serie televisiva UFO fu ideata e prodotta dai geniali Sylvia & Gerry Anderson e realizzata tra il 1969 ed il 1970, venendo trasmessa a partire da settembre 1970 in Gran Bretagna, ottobre 1971 in Italia e settembre 1972 negli USA. La protagonista è la SHADO (Supreme Headquarters Alien Defence Organisation), un’organizzazione militare segreta che combatte i tentativi di invasione della Terra da parte di una feroce razza aliena che cerca di predare organi dai corpi dei terrestri per sopravvivere al proprio declino biologico.

Paul Foster (Michael Billington) e Ed Straker (Ed Bishop), protagonisti della serie UFO

Paul Foster (Michael Billington) e Ed Straker (Ed Bishop), protagonisti della serie UFO

Furono realizzati un totale di 26 episodi della durata di 1 ora costituenti una singola stagione.
Non ci furono infatti seguiti, nonostante il progetto di una seconda stagione abbandonato a causa del modesto successo ottenuto ai tempi.

In Italia furono poi … assemblati (abbastanza pedestramente) e distribuiti al cinema ben 5 lungometraggi composti da scene tratte dai singoli episodi – alcuni dei quali non furono in effetti mai trasmessi dalla RAI.

Storia e dettagli tecnici a parte, per i quali vi rimando alle fonti citate nei link alla fine dell’articolo, questa serie costituisce ancora oggi oggetto di culto per la generazione di spettatori che la videro ai tempi e che ancora oggi, in occasione della loro programmazione su canali più o meno alternativi e ad orari spesso inverosimili, non se ne perdono un episodio.

Certo, visto con gli occhi sofisticati – e parecchio disancantati – dell’utente televisivo medio di oggi, UFO può apparire abbastanza ingenuo nelle trame e mediocre negli effetti speciali. In realtà questo si applica a molte delle serie TV degli anni ’60 e ’70 a partire da Star Trek, per restare nel campo della fantascienza; si tratta tuttavia di un giudizio che prescinde dall’inquadramento nel contesto storico di quando la serie fu realizzata, dei modesti mezzi tecnici disponibili ai tempi (niente computer graphics!), della capacità degli autori di immaginare il futuro – la serie è ambientata nel 1980 (!) –  e costruirlo negli arredi, abbigliamento, tecnologia …

Tra parentesi, UFO non era stata concepita come prodotto per bambini, a differenza di altre serie precedenti del duo-Anderson come Thunderbirds (1964-65) o Joe 90 (1968) realizzate con la tecnica del c.d. “supermarionation“.

La famigerata scena del cambio d'abito del Tenente Gay Ellis (l'attrice Gabrielle Drake) tegliata nella versione italiana del telefilm

La famigerata scena del cambio d’abito del Tenente Gay Ellis (l’attrice Gabrielle Drake) tegliata nella versione italiana del telefilm

Certe scene vennero dunque tagliate per rendere taluni episodi adatti ad un pubblico di giovane età, tra cui quella del cambio d’abito del Tenente Gay Ellis (l’attrice Gabrielle Drake) nella prima puntata, con visuale delle gambe della stessa – ricordatevi che eravamo nell’Italia super-bigotta 1970!

Di sicuro non si può evitare di porsi alcuni interrogativi su aspetti poco logici della trama, del tipo: come mai gli UFO non attaccano mai in numero superiore a 3 che, guarda caso, è quello degli intercettori disponibili? Perché gli operativi della SHADO indossano lo stemma dell’organizzazione anche quando sono in missione al di fuori della base? Perché le addette su Base Luna indossano delle incredibili parrucche viola? E così via …

… eppure molti ultra-quarantenni come me ricordano ed amano ancora oggi questa serie.

Perché?

Per le emozioni che dava a noi, bambini ingenui non ancora assuefatti a film e serie TV a base di vampiri spietati (e spesso gay), massacri, autopsie a ripetizione (nota ai giovanissimi: ai tempi si guardava la TV dei ragazzi e, dopo carosello, a nanna: altro che CSI quel che le l’è a qualsiasi ora del giorno e della notte!).

Per il merchandising che accompagnò la trasmissione. Fantastici i modelli dei veicoli usati nella serie, realizzati dalla Dinky Toys in metallo ed ancora oggi molto ricercati su eBay (io posseggo lo shadomobile e l’intercettore comprati ai tempi e, per la verità, ho appena acquistato un secondo esemplare del primo da sfoggiare sulla mia scrivania di lavoro). Da menzionare anche l’album di figurine Panini, l’unico che io abbia mai terminato e che conservo tutt’ora come un cimelio.

Soprattutto perché si era bambini, ancora capaci di emozionarsi ed esaltarsi per le avventure dei propri eroi del piccolo schermo.
Una sensazione che inevitabilmente si perde col passare degli anni; da grandi si cerca di sostituirla con la soddisfazione, fugace e superficiale, ottenuta comprando l’ultimo modello di smartphone o di automobile ma non ce n’è, non è la stessa cosa. E non potrebbe essere altrimenti.

Link:

UFO su Internet Movie Database: http://www.imdb.com/title/tt0063962/
UFO su Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/UFO_%28TV_series%29
ISOSHADO: http://www.isoshado.org/
FAQ: http://www.ufoseries.com/faq.html

5 risposte a UFO: una serie culto anni ’70

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Paolo Della Bianca

Sono nato a Milano nel 1965, vivo a Vigevano (PV), sono web designer freelance e ho creato questo blog per scrivere ... di tutto un po'.

Eviterò solo la politica perché, data la situazione, è impossibile discuterne senza scadere nella polemica e magari nell'insulto ...

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