Il Blog di Paolo Della Bianca

Cinema

Anaconda (2025) – Recensione

Un gruppo di amici alle prese con crisi di mezza età ed altri problemi personali, decide di recarsi in Amazzonia per girare in (grande) economia un remake del film “Anaconda” – quello del 1997 – che era il loro film preferito da ragazzi quando si dilettavano a girare home video molto amatoriali.

Inutile dire che le cose non andranno come previsto: si troveranno invischiati con i cercatori d’oro illegali, il governo, i loro stessi problemi relazionali e, va da sé, una vera anaconda gigante fino all’ovvio lieto fine.

A questo film personalmente assegnerei un voto di 6,5 perché risulta gradevole ma mai spassoso, eccezion fatta per la sequenza che mostra il personaggio interpretato da Jack Black scappare dall’anaconda con… un maiale legato sulla schiena.

Il problema è che il film stesso perde per così dire di identità strada facendo: parte come una commedia, poi diventa una sorta di avventura, poi horror/drammatico (beh, una specie) per chiudere nuovamente come commedia.

L’ambientazione è molto bella anche se in realtà il film è stato girato in Australia e non in Brasile; si vede che il film ha un budget cospicuo, dichiarato da IMDB approssimativamente in 45 milioni di dollari.

*** ATTENZIONE: SPOILERS ***

Venendo agli attori, trovo apprezzabile come il regista sia riuscito a tenere… a bada Jack Black nel senso di evitarne gli accessi “macchiettistici” che lo hanno reso amabile in film come “School of Rock” ma che anno dopo anno sono diventati un cliché a volte stucchevole. Paul Rudd recita con metodo senza particolari sforzi che, peraltro, il film non richiedeva. Steve Zahn interpreta la parte del disagiato con dipendenze e lo fa in modo credibile (non è la prima pellicola in cui ha un ruolo simile). Thandiwe Newton recita la parte in maniera abbastanza agevole senza brillare (è invecchiata come tutti ma, devo dire, in modo naturale senza devastarsi con la chirurgia estetica e questo è estremamente apprezzabile secondo me). Daniela Melchior interpreta la “cattiva” del film ed è a mio parere l’anello debole del film: ragazza molto bella ma attrice scarsa e questo si vede soprattutto quando il suo personaggio getta la maschera e si rivela per quello che è. Selton Mello interpreta lo sciroccato trainer dell’anaconda che verrà usata per il film – il film… nel film – ed è OK anche lui.

Insomma, il film si lascia vedere senza problemi anche se i cambi di direzione sono un po’ sconcertanti e gli attori non paiono avere messo particolare impegno nella recitazione: difficile dire se questo sia ascrivibile a loro oppure alla regia di Tom Gormican, che è anche uno degli scrittori.

In conclusione: se avete una serata libera e volete riempirla con un film leggero e non impegnativo, “Anaconda” può costituire la scelta giusta.

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Io sono nessuno 2 (2025) – Recensione

Seguito del fortunato “Io sono nessuno” del 2021 (titolo originale: “Nobody“), questo film ne ripropone il protagonista Hutch Mansell interpretato da Bob Odenkirk alle prese stavolta con un’organizzazione di pericolosi malavitosi aventi come base un villaggio turistico.

Hutch è dovuto tornare in azione per conto di una non meglio identificata agenzia al fine di restituire alla mafia russa i 30 milioni di dollari bruciati – nel senso stretto del termine – nel primo film. Le sue frequenti assenze gli stanno provocando problemi in famiglia quindi, dopo l’ennesima missione, decide di organizzare una vacanza nel villaggio turistico PlummerVille dove, da bambino, era stato portato dal padre. Ovviamente le cose non andranno esattamente come previsto…

Il film non tradisce le attese degli appassionati; d’altronde chi aveva apprezzato il primo ha le idee ben chiare su cosa desidera vedere e in questo senso, sia come situazioni rappresentate sia come azione, la visione di certo non delude.

Manca ovviamente l’effetto sorpresa della prima pellicola, rappresentata dal cambiamento di Hutch da (apparentemente) tranquillo padre di famiglia in pensione a giustiziere implacabile e forse le situazioni sono qui spinte un pò troppo, nel senso che si va piuttosto vicino a John Wick in quanto a morti e feriti.

Tuttavia la violenza è raffigurata con una buona dose di ironia ed a farsi male sono quasi solo i cattivi per i quali risulta del tutto giustificata e, per così dire, giustamente punitiva.

Il cast ripropone oltre a Odenkirk gli attori principali del primo film tra i quali il quasi novantenne Christopher Lloyd anche stavolta ben disposto all’autoironia. Tutti bravi eccetto la pessima Sharon Stone nei panni della cattivissima; la sua recitazione è esagerata, quasi macchiettistica nello sforzo di rappresentare una persona priva di qualsiasi scrupolo ed empatia. Forse la colpa è del regista Timo Tjahjanto, forse dell’attrice, fatto sta che è l’unico anello debole del film.

In conclusione: se vi è piaciuto “Io sono nessuno”, non perdete “Io sono nessuno 2”. Visto con la giusta attitudine e sapendo cosa aspettarsi, è assolutamente godibile. Se invece la violenza vi infastidisce… decisamente meglio optare per un altro film.

• Scheda del film su IMDB: https://www.imdb.com/it/title/tt28996126/

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Willy’s Wonderland (2021) – Recensione

Attenzione: contiene spoilers!

Uno strano personaggio di poche (nessuna) parole transita nei pressi di una cittadina di provincia e buca tutte 4 le gomme della sua auto a causa di una striscia chiodata posizionata sulla strada. Interviene il soccorso stradale che richiede 1.000 dollari per la sistemazione ma, problema, niente POS e nessuno sportello bancomat in paese. C’è una soluzione: il proprietario di un locale di feste per bambini chiuso da tempo ha bisogno che qualcuno lo ripulisca da cima a fondo in vista di un’imminente riapertura. Se il protagonista lo farà nel corso della nottata, la macchina gli verrà consegnata sistemata la mattina dopo. Accettata la proposta, viene chiuso all’interno del locale a lavorare e presto si accorgerà che quei simpatici pupazzoni creati per dare gioia ai bambini sono in realtà posseduti dalle anime maligne di un gruppo di serial killer che utilizzava l’attività per procurarsi vittime innocenti…

No, non è sangue… probabilmente lubrificante… i pupazzi non sanguinano!

Coloro i quali avessero dedicato un po’ del loro tempo a leggere le mie recensioni cinematografiche sanno che non sono molto tenero nei confronti dei film quando, a mio parere, presentano debolezze nella sceneggiatura, nella recitazione e/o altro (a proposito: c’è qualcuno che ha letto i miei post?).

“Willy’s Wonderland” è lungi dall’essere perfetto. La storia presenta qualche buco, per così dire, pur nella sua semplicità. La recitazione di Nicolas Cage (coinvolto anche nella produzione) è assolutamente monocorde: una singola espressione per tutto il film, nessuna battuta. Per chi come me ha poca stima delle capacità recitative di Cage si tratta peraltro di una circostanza favorevole. Mediocre la recitazione degli altri attori e pessima, in particolare, quella dei ragazzi componenti il gruppo che si prefigge di bruciare il locale salvo poi ripiegare sull’idea di soccorrere il protagonista che è stato chiuso all’interno ad affrontare i pupazzi omicidi. La caratterizzazione di quei personaggi sembra uscita da un manuale di stereotipi: c’è la ragazza giovane ma matura e piena di buon senso, il fessacchiotto che ne è innamorato, l’altra ragazza “facile”, lo stupido congenito che gode delle sue qualità (ci siamo capiti) ma non ha la minima idea di come affrontare la situazione…

Eppure, nonostante quanto sopra, il film si lascia vedere piacevolmente a patto di prendere la storia senza porsi tante questioni. I films non vanno valutati in assoluto ma partendo dalle loro pretese, dal genere e dal periodo nei quali sono stati realizzati. La prima parte è originale e divertente salvo perdere qualcosa, diciamo rallentare, nel momento in cui entra in scena la banda dei ragazzi. La conclusione è soddisfacente anche perché evita il solito vizio del “finale-non-finale” così abusato e quindi irritante.

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Chi sono
Paolo Della Bianca

Sono nato a Milano nel 1965, vivo a Vigevano (PV), sono web designer freelance e ho creato questo blog per scrivere ... di tutto un po'.

Eviterò solo la politica perché, data la situazione, è impossibile discuterne senza scadere nella polemica e magari nell'insulto ...

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