Il Blog di Paolo Della Bianca

Pensieri e considerazioni

E’ ora di andare in pensione?

Sono un appassionato della musica rock degli anni ’70 e ’80 in particolare sicché i miei artisti preferiti sono in età assai avanzata o addirittura morti.

Quelli di loro che sono ancora in attività superano i 70, talvolta gli 80 e le loro performance non sono ovviamente quelle di un tempo. I cantanti perdono la voce, quantomeno l’estensione, i chitarristi soffrono di artrite alle mani, i batteristi faticano a sostenere le 2 ore di uno show…

In questo contesto domina il dibattito tra due fazioni: coloro i quali sostengono che un artista dovrebbe ritirarsi, quando le sue performance diventano scarse (in alcuni casi anche eufemisticamente parlando) e dall’altra parte coloro i quali ritengono che valga comunque la pena di assistere ad un concerto pur di vedere l’artista stesso esibirsi.

Restando nel campo del rock, abbiamo degli esempi attuali molto discussi tra i quali David Lee Roth, a suo tempo cantante dei Van Halen, che oggi nei suoi show si limita ad urlacchiare qualche parola nel microfono intanto che il cantato viene eseguito dai background vocalist (4!) e Axl Rose dei Guns’n’Roses che, invece, utilizza invece della sua vera voce e per tutta la durata del concerto una specie di falsetto che gli è valso il soprannome di “Mickey Mouse”. La lista sarebbe tristemente luna ma mi fermo qua.

Una categoria a parte si applica ai cantanti che fanno ricorso all’infame lip-syncing (o playback, come si chiamava in Italia) che a mio avviso è del tutto inaccettabile. Anche in questo caso abbiamo nomi importanti come Paul Stanley dei Kiss negli ultimi anni di carriera con la band, Don Henley degli Eagles e molti altri che vengono solitamente smascherati quando commettono qualche errore sul palco. Suggerisco, se siete curiosi di sapere chi canta davvero e chi no, il canale YouTube Wings of Pegasus (https://www.youtube.com/@wingsofpegasus) dove vengono analizzate in modo scientifico le prestazioni live o presunte dei cantanti. L’host di questo canale è leggermente troppo lungo nelle sue analisi ma vale la pena di dare un’occhiata.

Bene, a fronte dello scenario delineato in breve fino ad ora, come la vedete?

Trovate accettabile che un cantante sfiatato si esibisca comunque perché è comunque bello vederlo dal vivo o lo vedreste meglio in pensione? Trovate accettabile il lip-syncing? A ognuno la libertà di scelta…

Io credo che, a fronte di un biglietto troppo spesso costosissimo, certi concerti si possono tranquillamente evitare, soprattutto se si ha avuto modo di vedere un certo artista quando era nel pieno delle sue capacità o quantomeno quando queste erano ad un livello accettabile.

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Vinili, CD, mp3 ecc. ecc.

Un paio di giorni fa ho fatto passare i miei vinili. Alcuni non rammentavo di averli (soprattutto perché li ho anche su CD e credevo di possedere solo quel formato) ma per tanti di loro sono riuscito a ricordare il giorno esatto in cui li comprai e le relative sensazioni.

Per quelli della mia età non credo sia insolito. Un nuovo album era un piccolo evento e la gioia di scartarlo, leggere i testi e le note di copertina, semplicemente maneggiarlo era qualcosa di speciale prima ancora di averlo ascoltato.

Al primo ascolto o giù di lì lo si registrava su audiocassetta perché il peso non era 180 grammi come ora e, soprattutto le copie importare dagli USA, si temeva di graffiarli.
Esistevano il lato A ed il lato B ed erano ben definiti, tanto è vero che spesso i brani migliori erano quelli che aprivano le due facciate.

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Storico di me stesso

Una persona arguta e che mi conosce bene mi ha definito “uno storico di me stesso” per il fatto che attribuisco molta importanza alle varie fasi della mia vita e mi piace rivisitare i relativi luoghi dove l’ho vissuta.

A volte tali luoghi risultano pesantemente modificati ma altre volte restano molto simili a come li ricordavo; inutile dire che questa seconda ipotesi è quella che risulta assai più gradita.

Nel mese di agosto sono tornato in Val d’Ayas (Valle d’Aosta) dove avevo trascorso le vacanze con la mia famiglia per alcuni anni nei primissimi anni ’80 e dove ero stato l’ultima volta addirittura nelle festività natalizie del 1984.

Non so spiegare per quale motivo io abbia atteso così tanto per tornare in quei luoghi che, pure, hanno tanti bei ricordi associati soprattutto per via del gruppo di amiche ed amici con il quale ci si trovava ogni mese di agosto.

La bella sorpresa è stata che i cambiamenti sono stati davvero pochi. Certo, numerose nuove costruzioni ma erette nel rispetto dello stile locale ed evitando gli “ecomostri” che tanti danni hanno fatto altrove ma il centro storico di Lignod e persino Antagnod si sono presentati ai miei occhi molto simili a come li ricordavo.

Nella foto mi trovo in quello che era il nostro punto di ritrovo.
C’era una panchina che è andata nel frattempo distrutta ma per il resto davvero poco è mutato.

Per un attimo mi sono emozionato e ho guardato intorno per cercare il me stesso di allora e gli altri compagni di vacanze.

Perché quello che sono oggi è anche per via di quello che ero, che ho fatto e vissuto in quelle vacanze.

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Chi sono
Paolo Della Bianca

Sono nato a Milano nel 1965, vivo a Vigevano (PV), sono web designer freelance e ho creato questo blog per scrivere ... di tutto un po'.

Eviterò solo la politica perché, data la situazione, è impossibile discuterne senza scadere nella polemica e magari nell'insulto ...

Se vorrete, potrete inviare i vostri commenti che saranno pubblicati, sempre che non siano offensivi e/o volgari.

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