Il Blog di Paolo Della Bianca

Ospedale Militare del Falzarego: 1917 – oggi

Ci troviamo nella zona del Passo Falzarego, in provincia di Belluno.

Poco distante dal Passo, sotto le Torri del Falzarego, si trovano i ruderi di quello che durante la cosiddetta Guerra Bianca, cioè la I Guerra Mondiale combattuta in montagna, era un ospedale Italiano destinato alle cure dei soldati feriti in combattimento.

La località prese il nome di Ospedaletti proprio per via dell’ospedale.

Le costruzioni in legno non hanno lasciato tracce ma è ancora possibile vedere quanto era stato costruito a ridosso della parete della montagna, al sicuro dai colpi dei nemici.

A differenza di molti altri luoghi, la documentazione fotografica storica di questo punto è estremamente scarna: ho reperito 2 foto sull’ottimo volumetto ITINERARI SEGRETI DELLA GRANDE GUERRA NELLE DOLOMITI – D. Colli, P. Gaspari, R. Vecellio – Volume primo (Guide Gaspari, Paolo Gaspari Editore, Udine, 2005).

Ho deciso quindi di effettuare una comparazione fotografica tra una di queste foto, scattata nel 2017, e quelle realizzate dal sottoscritto in anni recenti.

Invece di limitarmi ad affiancare i due scatti, come fatto per gli articoli: Castello di Buchenstein – 1916 e 2018 e Guerra Bianca: baraccamenti al Laghetto Alto (Stelvio) ieri e oggi, ho deciso di sovrapporli in un’ideale fusione di ieri ed oggi.

Ospedale Militare del Falzarego: 1917

Ospedale Militare del Falzarego: 1917

Ospedale Militare del Falzarego: oggi

Ospedale Militare del Falzarego: oggi

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Patrick Harpur – “Daimonic Reality. A Field Guide to the Otherworld”

First of all, this is not a book for simple weird phenomena buffs which are not going to engage themselves in a complex but revealing reading.
The author guides the reader through a journey to understand the nature of the strange phenomena which have been occurring in all times and civilizations although without any claim to explain them because, owing to their nature itself, they defy any attempt to explain in the scientific meaning of this word.
I took a while to go through this book with the due attention but after finishing it, I consider it one of the best and most meaningful ones I have ever read.
Also, I plan on reading it again some time soon – which I rarely do even with books I appreciated – to understand more deeply its concepts.
This book is a must-have.

Ho ritenuto di iniziare la scrittura di questo post citando la recensione del libro da me scritta sul sito di Amazon sul quale il libro stesso è reperibile; penso che rappresenti una sintesi adeguata del mio giudizio. Capisco di suonare autoreferenziale con queste parole ma la verità è che non sempre trovo la voglia, il tempo e le parole giuste per scrivere una recensione completa e precisa; questo è stato uno dei casi in cui ci sono riuscito.

Ho scoperto questo libro – non recente, dal momento che la sua prima edizione risale al 1994 – in modo indiretto.
Su un numero della rivista Fortean Times ho trovato la recensione di un libro in due volumi sul fenomeno Bigfoot, con particolare attenzione alla sua connessione con i miti e le tradizioni delle varie civiltà. Nella bibliografia di questo libro, ho trovato menzione dell’opera di Patrick Harpur.

Come sarà chiaro, ho una certa passione per i temi cosiddetti alternativi soprattutto quando vengono studiati con un’ottica scientifica; non nel senso, ovviamente, che la cosiddetta “scienza ufficiale” o “mainstream” li avalli – nella maggior parte dei casi è vero l’opposto – ma nel senso che viene impiegata una metodologia che permette di superare il primo approccio puramente sensazionalistico ed emotivo. Quando, in aggiunta a questo, la chiave di lettura diventa ancora più complessa e completa, includendo riferimenti al folklore nel corso dei secoli e addirittura alla filosofia, si ottiene un quadro di analisi e riferimento che difficilmente può essere tacciato di superficialità. Ammesso che non si sia affetti da pregiudizi e preconcetti; nel qual caso, penso che il gentile lettore di questo mio post non sarà andato oltre la parole “Bigfoot”, rifugiandosi nelle tranquillizzanti e intorpidenti braccia della scienza mainstream e dei suoi chierici televisivi.

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The Tomorrow War / Alien: Covenant – recensioni

[N.B.: con questo articolo, do il via ad una serie di post riguardanti film che ho visto. Pur non contenendo la sintesi della storia narrata, possono essere presenti spoiler che sconsigliano la lettura a chi non avesse ancora visto il film ed intendesse farlo. Per i dettagli su regista, cast ecc. potete fare riferimento al link che punta alla pagina di Internet Movie Database.]


The Tomorrow War (2021)

Anno 2021: dei soldati appaiono improvvisamente dal nulla, annunciando all’umanità che 30 anni dopo la Terra sarà devastata da un’invasione aliena.
L’unica possibilità è che si formino dei contingenti di cittadini che vengano inviati nel futuro a combattere gli alieni.
Tra questi, l’insegnante di scuola ed ex-soldato Dan Forester (interpretato da Chris Pratt) che collabora con una scienziata/ufficiale la quale…

“The Tomorrow War” è il classico film per vedere il quale è opportuno “spegnere il cervello” o, per dirla meglio, concentrarsi sull’azione e tralasciare la logica e i difetti di sceneggiatura.
Analizzando il fulcro della storia, non è ad esempio chiaro come mai invece di spedire dei poveracci di civili a combattere dei mostri alieni sapendo che le speranze di vincere la guerra sono pari a zero, invece di tentare di prevenire l’invasione cercando di bloccarla quando avverrà.
Così come non è chiaro per quale motivo a venire scaraventati nel campo di battaglia del futuro siano, appunto, dei civili invece che truppe scelte di soldati.

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Chi sono

Paolo Della Bianca

Sono nato a Milano nel 1965, vivo a Vigevano (PV), sono web designer freelance e ho creato questo blog per scrivere ... di tutto un po'.

Eviterò solo la politica perché, data la situazione, è impossibile discuterne senza scadere nella polemica e magari nell'insulto ...

Se vorrete, potrete inviare i vostri commenti che saranno pubblicati, sempre che non siano offensivi e/o volgari.

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