Il Blog di Paolo Della Bianca

Regalare, vendere, svendersi ovvero: non vi firmo gli autografi e Jim Morrison live in Las Vegas

Non firmo autografi perché poi la gente va a venderli su eBay (Gene Simmons – Kiss)

Quando leggo dichiarazioni come queste, da parte di un personaggio famoso e straricco, non posso che restare più che perplesso.
In primo luogo domando: se anche fosse vero, e non lo è, che male ti farebbe, Gene.
Di soldi ne hai a sufficienza per campare non una ma parecchie vite; è vero che, anche se fingi di essere un “all american man“, sei un immigrato proveniente da una famiglia ebrea, per di più povera ma questo non ti giustifica.
Inoltre molti fans l’autografo lo conserverebbero gelosamente, altro che rivenderlo; a loro non pensi?

Torniamo indietro ai primi anni ’90, i Kiss erano stati travolti dall’ondata delle hair bands (come si chiamavano i gruppi più o meno heavy in voga ai tempi), il grande successo degli anni trascorsi con il trucco sul viso apparteneva al passato, Paul Stanley, Gene e i due membri non originali della band (Bruce Kulick e Eric Singer) erano ridotti a suonare in piccoli club e festival rock, magari aprendo per bands che pochi anni prima avrebbero fatto carte false anche solo per conoscerli di persona. Inoltre partecipavano alle conventions organizzate dai fans, dove si vendeva materiale originale ed anche bootlegs del gruppo.

Poi, nel 1996, dopo l’unplugged per MTV con la partecipazione degli ex-membri originali Ace Frehley e Peter Criss, il colpo di scena della reunion ed un tour mondiale di colosssale successo, seguito da altri due nel 1998 e 2000 (il farewell tour). La band alle conventions dei fans non andò più ma in compenso Gene ci mandò uno stuolo di avvocati per impedire la vendita di bootleg, che erano stati tollerati fino a pochissimi anni prima!

Da allora un susseguirsi di tour (con rimpiazzi al posto di Ace e Peter), una nuova esplosione di merchandising – la chicca: Kiss Hello Kitty! – ed una serie di altre iniziative finalizzate sempre e solo ai quattrini, per i quali Gene ha una vera e propria idolatria anche a costo di fare di sé un idiota.

Una volta, sul suo sito Internet, un fan gli chiese: perché cerchi sempre di fare soldi, a qualsiasi costo?
Lui rispose: voglio avere tanti soldi per potere garantire cure alla mia famiglia in caso di problemi di salute.
Balle, Gene: li vuoi perché sono il tuo dio, guarda Steve Jobs che ne aveva più di te, quando è la tua ora non c’è nulla da fare e poi non puoi portarti i soldi nell’aldilà, anche se purtroppo molti – ebrei e non solo – paiono esserne convinti.

Altri artisti che hanno cominciato nello stesso periodo, avvertendo l’imminenza della fine della loro carriera per motivi anagrafici, cercano di accumulare soldi in tutti i modi e a tutti i costi. I Rolling Stones hanno suonato una manciata di concerti facendo pagare il biglietto cifre assurde – da 100 a 300 sterline; i Queen, o meglio Brian May e Roger Taylor, insistono nel proporre delle line-up quantomeno fantasiose pur di salire sul palco; Roger Daltrey e Pete Townshend fanno lo stesso con quello che resta dei The Who …

Eppure i tempi d’oro sono lontanissimi, le voci dei cantanti sono oramai divorate dagli anni e dagli stravizi, musica nuova non ne viene più fatta … non fraintendetemi, dio conservi questi personaggi e consenta loro ancora lunga vita ma qualche volta viene da pensare che dovrebbe eistere un limite al vendersi, che spesso diviene svendersi.

Mi vengono in mente i Grateful Dead che permettavano ai fans di registrare i loro concerti, talvolta concedendo loro di attaccarsi addirittur al mixer, poi ripenso a chi non firma autografi perché non sopporta che un altro possa guadagnarci qualche dollaro (nessuna questione di principio: soldi, sono soldi).

E mi domando: cosa sarebbe accaduto se Jim Morrison non si fosse autodistrutto e fosse ancora vivo?
Ci toccherebbe assistere a dei suoi show a Las Vegas magari in abbinamento con Celine Dion?

La domanda resta nell’aria.
Sia chiaro: chi è sopravvissuto non è un colpevole, così come chi è morto giovane non è per forza un eroe.
Ma ad alcuni dico: smettetela di svendervi, cercate di mantenere un po’ di dignità.
Anche se questo può significare mettere in banca una milionata di dollari o sterline in meno.

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Chi sono
Paolo Della Bianca

Sono nato a Milano nel 1965, vivo a Vigevano (PV), sono web designer freelance e ho creato questo blog per scrivere ... di tutto un po'.

Eviterò solo la politica perché, data la situazione, è impossibile discuterne senza scadere nella polemica e magari nell'insulto ...

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