Il Blog di Paolo Della Bianca

Interviste

Intervista a Garofdalus

Intervista a Garofdalus

Arona (NO), 18 aprile 2017

Conosco Garofdalus da parecchio tempo, dalla fine degli anni ’90 quando la passione comune per Alan Parsons Project ci fece entrare in contatto per via informatica (tramite una mailing list, strumento oggi in disuso ma ai tempi importante) con un primo incontro di persona qualche anno dopo in occasione di un suo viaggio di lavoro in Europa.

Fisicamente imponente ma dai modi gentili, ho approfondito la sua conoscenza lentamente perché è una persona riservata, rispettosa dei propri spazi così come di quelli altrui.

La qualità che più mi ha colpito di lui è la modestia che mantiene nonostante la pluralità di attività che svolge: IT Director di una società americana, compositore e musicista con diversi album all’attivo, scrittore… decisamente una personalità poliedrica ed eclettica.

Ho incontrato Garofdalus durante un suo recente viaggio in Spagna e in Italia in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “El Libro de Galaz” ed ho realizzato l’intervista che propongo di seguito.


Has your passion for writing always existed or is it something recent?
It began when I was in fourth grade of elementary school. I was about nine or ten years old. One day I came from school excited and told my parents that I was going to write a book, and so I did. I titled it “The mystery of the aeroplane.” Then that first enthusiasm somehow faded until five years after, when the story of “El Viejo Pobre y Sabio” was conceived.

Your two previous books were released under the name of “Il Garofalo II”.
What brought you to the decision of changing it to Garofdalus?
I was publishing books as “Il Garofalo II” and music as Ale Garofalo. At some point, I thought it was more practical to use one pseudonym for all my artistic work, and I liked Garofdalus, which is an old form of my surname.

Your everyday job is IT Director, which does not apparently require fantasy or creativity.
What does writing books mean to you? Is it a passion, an escape from everyday life or what else?
Writing and composing music are like a play that is always going on in the back of my mind. They are an intrinsic part of me. I can’t think of myself without them. Therefore, when all my responsibilities are done for the day, music and writing kick in, and they take the whole scenario of my thoughts. I can be shopping, walking through aisles with my wife, and in my mind, I am developing an idea for a new novel or composing a new melody.

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Intervista a Paolo Foppa Vicenzini

Paolo Foppa Vicenzini: "La misteriosa morte di Whitney Houston e gli Illuminati"

La misteriosa morte di Whitney Houston e gli Illuminati – di Paolo Foppa Vicenzini

Abbiamo già parlato del libro “La misteriosa morte di Whitney Houston e gli Illuminati” scritto da Paolo Foppa Vicenzini in un precedente articolo di questo blog.

Dato l’interesse dell’argomento per chi scrive, ho deciso di intervistare il suo autore al fine di approfondire l’argomento in sé e nel contesto del mondo che sta subendo rapidi eppur radicali cambiamenti facendo sì che, in molti, accolgano l’idea che quanto accade sia deciso a monte e messo in pratica da gruppi di potere occulto che pilotano la politica e l’economia mondiali.

La tematica ha acquisito interesse generale grazie all’opera di parecchi divulgatori, tra i quali va menzionato l’inglese David Icke, e in Italia tramite trasmissioni televisive come Mistero e Stargate / Voyager pur con parecchie semplificazioni e banalizzazioni (e qualche spettacolarizzazione), infliggendo pesanti colpi al muro del dileggio istituzionale e scientista eretto a difesa delle rassicuranti teorie tradizionali volte a farci credere che quanto accade sia determinato dai normali cicli economici e da sommovimenti sociali spontanei.

Paolo Foppa Vicenzini ha deciso di occuparsi del mondo musicale con specifico riferimento alla vita, e soprattutto alla morte, della cantante statunitense Whitney Houston, uno dei putroppo numerosi artisti che nonostante fama ed apprezzamento mondiali hanno terminato la loro breve vita nella spirale perversa della droga e dell’alcool, forse incapaci di reggere una vita troppo stressante, forse indotti a ciò per ragioni che il buon senso di ciascuno di noi pretenderebbe di negare spontaneamente e recisamente – con crescenti difficoltà, qualora ci si prenda la briga di esaminare e valutare determinate circostanze.

Ad ogni lettore spetta di scegliere se continuare a credere che non sia “vero niente”, che non esistano élite che controllano (anche) il mondo dello spettacolo per i loro fini anche perversi, che tutto quanto accade può trovare una giustificazione ordinaria nelle dinamiche individuali, sociali ed economiche: nell’opinione di chi scrive, ciò è semplicemente impossibile a meno di volere fare come il metaforico struzzo che nasconde la testa nella sabbia – a rischio di brutte, bruttissime sorprese quando si decidesse a tirarla fuori e guardare intorno a sé con occhi aperti.

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Chi sono
Paolo Della Bianca

Sono nato a Milano nel 1965, vivo a Vigevano (PV), sono web designer freelance e ho creato questo blog per scrivere ... di tutto un po'.

Eviterò solo la politica perché, data la situazione, è impossibile discuterne senza scadere nella polemica e magari nell'insulto ...

Se vorrete, potrete inviare i vostri commenti che saranno pubblicati, sempre che non siano offensivi e/o volgari.

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